COMUNICATO POST-ELETTORALE
Grazie!
Grazie! Grazie!
Tre
volte grazie a ciascuno degli iscritti Enpap che hanno votato per il rinnovo
degli organi dell’ente.
Con la propria partecipazione, ciascun votante ha permesso non solo di
raggiungere il quorum minimo necessario per rendere valide le votazioni,
evitando di tornare al voto con una ulteriore spesa di centinaia di migliaia
di euro, ma anche di dimostrare che, nonostante le urla e le aggressioni
verbali, i Colleghi hanno mantenuto una forte motivazione nell’esercizio del
diritto/dovere democratico di eleggere i propri rappresentanti.
Ha vinto il senso di responsabilita' e di appartenenza alle proprie istituzioni.
Dai sette agli ottomila Colleghi si sono recati dai notai provinciali, nei seggi
regionali o hanno richiesto di votare per corrispondenza.
Uno-due mila in piu' di quanti ne fossero necessari. Il conteggio e' ancora in
corso e i dati definitivi saranno disponibili prima dell'inizio dello scrutinio.
Lo scrutinio dei voti iniziera' con ogni probabilita' nella giornata di sabato
21 marzo, dopo aver constatato che tutte le urne regionali e i plichi dei notai
provinciali sono rientrati presso il seggio centrale di Roma.
Certamente gia' domenica sera si sapra' il primo importante risultato: la
composizione del Consiglio di Amministrazione dell’Enpap.
Vi comunicheremo i risultati entro la fine della prossima settimana.
Adesso, con la campagna elettorale appena conclusa e prima che si conoscano i
risultati, alcune considerazioni.
E’ stata una campagna elettorale alquanto sgradevole e sguaiata, nei modi e nei
contenuti.
Nei modi per le continue e personali aggressioni verbali nei confronti dei
Colleghi che si sono assunti delle responsabilita' nel governo dell’ente.
Nei contenuti perche' le falsificazioni non si possono trasformare in dati di
realta' solo perche' urlate e non e' strillando che si costruiscono le ragioni
del proprio convincimento.
Con tali modalita' e falsificazioni non si aiutano i Colleghi a capire e,
soprattutto, non si realizza quella necessaria comprensione che permette la
costruzione di una seppur minima cultura previdenziale.
D’altro canto, come e' possibile la realizzazione di una simile cultura, se
manca da parte di chi dovrebbe promuoverla la minima sensibilita' e solidarieta'
verso i propri stessi Colleghi, ancorche' rivali.
Mi fermo qui e voglio sottolineare solo alcuni punti per ribadire le verita'
gia' scritte in tutte le precedenti newsletter della Sipap.
1) Le perdite per l’anno 2008 sono inferiori ai 30 milioni di euro.
E’ vero che sarebbero state maggiori se, alla data del 31 dicembre 2008, si
fossero vendute le azioni della parte satellite del portafoglio.
Tuttavia cio' non e' stato fatto proprio per permettere a quelle medesime azioni
di recuperare le minusvalenze nel corso del 2009, cosi' come, d'altrocanto, non
sono stati venduti i circa 350 milioni di euro di BTP dello Stato che avrebbero
comportato a fine 2008 una plusvalenza di ben oltre 10 milioni di euro.
Tali perdite sono state ampiamente coperte dal patrimonio netto presente nel
conto di riserva, che e' cosa diversa dai montanti contributivi di ciascun
iscritto alla cassa.
Il conto di riserva si chiama cosi', di riserva, proprio per far fronte anche ai
momenti di crisi finanziaria e sfido chiunque a dimostrare come si potesse
evitare qualunque contraccolpo davanti ad uno tsunami finanziario che ha
coinvolto l’intero pianeta.
Solo la presunzione o l’incoscienza abbinata ad una elevata incompetenza puo'
far credere a qualcuno che sarebbe stato possibile fare cio' che tutti gli
investitori ed i governi del mondo non sono riusciti a fare e stentano ancora
oggi a contenere.
2) Le perdite non hanno intaccato minimamente i montanti contributivi degli
iscritti e le relative rivalutazioni.
Questi ultimi sono ben custoditi nelle casse dell’Enpap e investiti nei BTP
dello Stato con un rendimento per il prossimo quadriennio di oltre il 4,2%, piu'
del doppio della rivalutazione che l’ente dovra’ agli iscritti per i prossimi
quattro anni.
3) Chi ha parlato di 60-70 milioni di euro di perdite ha mischiato le carte,
come ad esempio l’AUPI e “Cultura e Professione”, in quanto hanno sommato alle
perdite del 2008 i mancati rendimenti dei precedenti due mandati consiliari
(1998-2005) ai quali hanno partecipato a pieno titolo come parte della
governance dell’Enpap.
In sostanza, hanno cercato di scaricare la responsabilita' di piu' di sei anni
di governo su chi, come la Sipap, era all’opposizione e denunciava di anno in
anno con il proprio notiziario “Sipap News” le pecche di un sistema che non
funzionava nemmeno quando i mercati volavano.
Che affidabilita' possono dare coloro che rinnegano le responsabilita' passate e
ingannano gli elettori falsificando storia e dati?
4) Le scelte finanziarie del 2008 sono state fatte con tempismo e competenza.
Proprio per questo la nostra cassa ha subito percentualmente perdite
notevolmente piu' basse delle altre.
La stessa vicenda Lehman ha riguardato tutte le casse e le principali
istituzioni del paese, Ministero del Tesoro italiano compreso.
L’Enpap e' uno degli investitori istituzionali che ha prudentemente investito
meno su questa banca americana e questa scelta, peraltro, e' stata operata con
l’unanimita' dei consiglieri uscenti: cinque su cinque.
5) Proprio grazie al tempismo di coloro che hanno retto le sorti dell’Enpap
nell’anno piu' difficile per i mercati dell’ultimo mezzo secolo, nei prossimi
quattro anni i rendimenti risulteranno, probabilmente, quasi il doppio delle
rivalutazioni dovute e il patrimonio netto nel 2012 tornera' ad essere non
inferiore a quello esistente al 31 dicembre 2007.
Se la SIPAP dovesse partecipare con un maggioranza al governo dell'ENPAP e non
dovessero essere raggiunti i risultati sopracitati, dichiaro sin da adesso che
la mia associazione non partecipera' alle prossime elezioni del 2013.
Essendo fuori da ogni agone elettorale le verita' iscritte nei bilanci e qui
affermate possono finalmente essere ascoltate senza quel frastuono assordante di
voci che hanno impedito un confronto appassionato ma civile, aspro ma rispettoso
della verita' e della dignita' delle persone coinvolte.
Mai piu', speriamo, mai piu', un confronto elettorale cosi' umiliante per una
categoria di professionisti che ambisce ad esercitare la propria competenza nei
territori sensibili dell’umana sofferenza e nella promozione del benessere
sociale.
Se questa campagna elettorale fosse la fotografia del nostro essere ed operare
professionale poveri pazienti, poveri clienti e povera societa' che a noi deve
riferirsi per affrontare le gravi questioni di civile convivenza.
Voglio concludere, ringraziando ancora una volta ognuno di Voi che avete votato,
per lo spirito di servizio e per il senso di appartenenza che avete mostrato
con la Vostra partecipazione, qualunque sia stata la scelta di voto.
Sono sicuro che il voto di ciascuno contribuira' a rendere migliore
l’istituzione che ha in mano il Nostro comune futuro.
Stefano Crispino
(presidente nazionale della Sipap)