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COMUNICATO POST-ELETTORALE

di Stefano Crispino

 

Grazie! Grazie! Grazie!

Tre volte grazie a ciascuno degli iscritti Enpap che hanno votato per il rinnovo degli organi dell’ente.
Con la propria partecipazione, ciascun votante ha permesso non solo di raggiungere il quorum minimo necessario per rendere valide le votazioni, evitando di tornare al voto con una ulteriore spesa di centinaia di migliaia di euro, ma anche di dimostrare che, nonostante le urla e le aggressioni verbali, i Colleghi hanno mantenuto una forte motivazione  nell’esercizio del diritto/dovere democratico di eleggere i propri rappresentanti.
Ha vinto il senso di responsabilita' e di appartenenza alle proprie istituzioni.
Dai sette agli ottomila Colleghi si sono recati dai notai provinciali, nei seggi regionali o hanno richiesto di votare per corrispondenza.
Uno-due mila in piu' di quanti ne fossero necessari. Il conteggio e' ancora in corso e i dati definitivi saranno disponibili prima dell'inizio dello scrutinio.
Lo scrutinio dei voti iniziera' con ogni probabilita' nella giornata di sabato 21 marzo, dopo aver constatato che tutte le urne regionali e i plichi dei notai provinciali sono rientrati presso il seggio centrale di Roma.
Certamente gia' domenica sera si sapra' il primo importante risultato: la composizione del Consiglio di Amministrazione dell’Enpap.
Vi comunicheremo i risultati entro la fine della prossima settimana.

Adesso,  con la campagna elettorale appena conclusa e prima che si conoscano i risultati, alcune considerazioni.

E’ stata una campagna elettorale alquanto sgradevole e sguaiata, nei modi e nei contenuti.
Nei modi per le continue e personali aggressioni verbali nei confronti dei Colleghi che si sono assunti delle responsabilita' nel governo dell’ente.
Nei contenuti perche' le falsificazioni non si possono trasformare in dati di realta' solo perche' urlate e non e' strillando che si costruiscono le ragioni del proprio convincimento.
Con tali modalita' e falsificazioni non si aiutano i Colleghi a capire e, soprattutto, non si realizza quella necessaria comprensione che permette la costruzione di una seppur minima cultura previdenziale.
D’altro canto, come e' possibile la realizzazione di una simile cultura, se manca da parte di chi dovrebbe promuoverla la minima sensibilita' e solidarieta' verso i propri stessi Colleghi, ancorche' rivali.

Mi fermo qui e voglio sottolineare solo alcuni punti per ribadire le verita' gia' scritte in tutte le precedenti newsletter della Sipap.

1) Le perdite per l’anno 2008 sono inferiori ai 30 milioni di euro.
E’ vero che sarebbero state maggiori se, alla data del 31 dicembre 2008, si fossero vendute le azioni della parte satellite del portafoglio.
Tuttavia cio' non e' stato fatto proprio per permettere a quelle medesime azioni di recuperare le minusvalenze nel corso del 2009, cosi' come, d'altrocanto, non sono stati venduti i circa 350 milioni di euro di BTP dello Stato che avrebbero comportato a fine 2008 una plusvalenza di ben oltre 10 milioni di euro.
Tali perdite sono state ampiamente coperte dal patrimonio netto presente nel conto di riserva, che e' cosa diversa dai montanti contributivi di ciascun iscritto alla cassa.
Il conto di riserva si chiama cosi', di riserva, proprio per far fronte anche ai momenti di crisi finanziaria e sfido chiunque a dimostrare come si potesse evitare qualunque contraccolpo davanti ad uno tsunami finanziario che ha coinvolto l’intero pianeta.
Solo la presunzione o l’incoscienza abbinata ad una elevata incompetenza puo' far credere a qualcuno che sarebbe stato possibile fare cio' che tutti gli investitori ed i governi del mondo non sono riusciti a fare e stentano ancora oggi a contenere.

2) Le perdite non hanno intaccato minimamente i montanti contributivi degli iscritti e le relative rivalutazioni.
Questi ultimi sono ben custoditi nelle casse dell’Enpap e investiti nei BTP dello Stato con un rendimento per il prossimo quadriennio di oltre il 4,2%, piu' del doppio della rivalutazione che l’ente dovra’ agli iscritti per i prossimi quattro anni.

3) Chi ha parlato di 60-70 milioni di euro di perdite ha mischiato le carte, come ad esempio l’AUPI e “Cultura e Professione”, in quanto hanno sommato alle perdite del 2008 i mancati rendimenti dei precedenti due mandati consiliari (1998-2005) ai quali hanno partecipato a pieno titolo come parte della governance dell’Enpap.
In sostanza, hanno cercato di scaricare la responsabilita' di piu' di sei anni di governo su chi, come la Sipap, era all’opposizione e denunciava di anno in anno con il proprio notiziario “Sipap News” le pecche di un sistema che non funzionava nemmeno quando i mercati volavano.

Che affidabilita' possono dare coloro che rinnegano le responsabilita' passate e ingannano gli elettori falsificando storia e dati?

4) Le scelte finanziarie del 2008 sono state fatte con tempismo e competenza.
Proprio per questo la nostra cassa ha subito percentualmente perdite notevolmente piu' basse delle altre.
La stessa vicenda Lehman ha riguardato tutte le casse e le principali istituzioni del paese, Ministero del Tesoro italiano compreso.
L’Enpap e' uno degli investitori istituzionali che ha prudentemente investito meno su questa banca americana e questa scelta, peraltro, e' stata operata con l’unanimita' dei consiglieri uscenti: cinque su cinque.

5) Proprio grazie al tempismo di coloro che hanno retto le sorti dell’Enpap nell’anno piu' difficile per i mercati dell’ultimo mezzo secolo, nei prossimi quattro anni i rendimenti risulteranno, probabilmente, quasi il doppio delle rivalutazioni dovute e il patrimonio netto nel 2012 tornera' ad essere non inferiore a quello esistente al 31 dicembre 2007.
Se la SIPAP dovesse partecipare con un maggioranza al governo dell'ENPAP e non dovessero essere raggiunti i risultati sopracitati, dichiaro  sin da adesso che la mia associazione non partecipera' alle prossime elezioni del 2013.

Essendo fuori da ogni agone elettorale le verita' iscritte nei bilanci e qui affermate possono finalmente essere ascoltate senza quel frastuono assordante di voci che hanno impedito un confronto appassionato ma civile, aspro ma rispettoso della verita' e della dignita' delle persone coinvolte.
Mai piu', speriamo, mai piu', un confronto elettorale cosi' umiliante per una categoria di professionisti che ambisce ad esercitare la propria competenza nei territori sensibili dell’umana sofferenza e nella promozione del benessere sociale.
Se questa campagna elettorale fosse la fotografia del nostro essere ed operare professionale poveri pazienti, poveri clienti e povera societa' che a noi deve riferirsi per affrontare le gravi questioni di civile convivenza.

Voglio concludere, ringraziando ancora una volta ognuno di Voi che avete votato,  per lo spirito di servizio e per il senso di appartenenza che avete mostrato con la Vostra partecipazione, qualunque sia stata la scelta di voto.
Sono sicuro che il voto di ciascuno contribuira' a rendere migliore l’istituzione che ha in mano il Nostro comune futuro.

Stefano Crispino
(presidente nazionale della Sipap)