PSICOLOGI
“INSIEME PER LA PROFESSIONE”
QUESTIONARIO INFORMATIVO
Gentile collega,
la SIPAP “Societa' Italiana Psicologi Area Professionale”, che in questi anni ha sostenuto sempre la libera professione, intende promuovere una campagna politica/professionale per la nostra cassa di previdenza (ENPAP) che sia quanto piu' possibile l’espressione reale della voce dei colleghi iscritti, che con le loro indicazioni ne definiscano chiaramente le linee guida.
A tal fine riportiamo di seguito un questionario che puo' essere compilato ed inviato automaticamente cliccando su “invia”.
Ti ringraziamo per il tempo che ci hai voluto concedere e per la tua preziosa collaborazione.
Ti ringraziamo della collaborazione
SIPAP – Societa' Italiana Psicologi Area Professionale
Premessa
La nostra posizione coincide con la proposta di revisione della legge Dini del 1994. Questa legge ha introdotto il sistema pensionistico contributivo adottato dalle casse previdenziali dei liberi professionisti, tra le quali rientra anche l’ENPAP. Noi, dall’interno, ci rendiamo conto che la sostenibilita' del sistema contributivo deve passare attraverso la modifica di alcuni parametri, perche' l’adeguamento al costo della vita di quando andremo in pensione sara' notevolmente diverso e quindi molto piu' costosa la vita rispetto a quello che ci verra' retrocesso. La nostra proposta politica non e' e non puo' essere solo la gestione dell’ente di previdenza degli psicologi (ENPAP). Il principale intento nostro e delle altre casse che si trovano nella stessa identica condizione e' sottoporre all’attenzione del governo in carica - e/o ad altri che dovessero succedergli - l’urgenza della modifica della legge Dini che, pur essendo gia' in vigore, entrera' a pieno regime quando chi ha iniziato a versare contributi solamente con il nuovo sistema andra' in pensione e solo allora si potranno rivelare gli effetti disastrosi del nuovo sistema di calcolo. Pur considerando che i versamenti contributivi annuali sono agevolati dal vantaggio fiscale della intera deducibilita', come risultato di questa legge ci saranno molti pensionati che dovranno fare effettivamente i conti con un trattamento pensionistico non in grado di affrontare quello che sara' il costo della vita al momento del pensionamento.
e' nostra ferma convinzione che negando questa evidenza il paese si trovera' di fronte alla rivolta sociale di coloro che rientrano nel modello contributivo.
Per essere piu' chiari, indichiamo esattamente la condizione del nostro ente di previdenza.
Al compimento del 65° anno di eta', nell’ipotesi che si termini lo svolgimento dell’attivita' professionale, gli iscritti all’ENPAP hanno diritto al trattamento previdenziale, comunemente chiamato pensione. L’ammontare di quanto si verra' a percepire dipende essenzialmente da due fattori:
Dall’ammontare
di quanto complessivamente si e' versato in tutta la vita lavorativa e da quanto viene
restituito con le modalita' di calcolo del “sistema
contributivo”. Ad esempio, la nostra media di versamento
del contributo soggettivo attualmente e' di circa
1.500,00 euro all’anno. Versando tale contributo
soggettivo per 30 anni (che sarebbe pari al 10% del
reddito netto), l’ammontare complessivo dei versamenti
sara' di 45.000 euro, a cui si aggiungono le
rivalutazioni annuali di legge legate alla media
quinquennale del PIL nominale. 30 anni di versamenti
rivalutati (nella presunzione di un tasso di
rivalutazione costante del 3,5%) portano ad un ammontare
complessivo di circa 77.400 euro (montante contributivo
personale). Tale cifra sara' moltiplicata per il 6.136%
(coefficiente di trasformazione a 65 anni), il che
significa una pensione lorda di circa 4.750 euro
all’anno.
Attualmente l’aspettativa media di vita oltre i 65 anni e' di poco inferiore ai 17 anni. Quest’aspettativa ha portato a definire normativamente la misura del coefficiente di trasformazione descritto al punto a) da applicare al calcolo della pensione, il che significa che il montante contributivo personale viene restituito a rate sotto forma di pensione in circa 17 anni. Il problema e' che l’applicazione pura del sistema contributivo non tiene conto del reddito professionale conseguito fino al momento del pensionamento e, pertanto, del costo della vita, ma e' solo un calcolo matematico. Nel nostro esempio, porta di fatto ad avere una pensione di 4.750 euro rispetto all’anno precedente in cui il reddito era stato di 15.000 euro, il che significa ridurre di oltre due terzi il proprio gia' basso tenore di vita.
Al di la' dell’assunto di base indicato in premessa, crediamo utile poter migliorare quanto piu' possibile le condizioni dell’ente.
Il questionario che ti presentiamo in allegato e' stato redatto per informarti e raccogliere la tua opinione sui servizi che l’ENPAP offre ai propri iscritti, ed ottenere il tuo contributo per individuare delle linee guida per i miglioramenti che si potrebbero realizzare in futuro.
Ti chiediamo pertanto di compilarlo integralmente esprimendo le tue opinioni.
I dati raccolti verranno usati esclusivamente per fini di ricerca, secondo quanto stabilito dal D.Lgs n. 196/2003, nel rispetto della privacy.